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È ampia la gamma di partnership che questo progetto ha attivato, tra cui: l’asilo Nido “Maria Luisa”, la Scuola dell’Infanzia “Don Carlo Colombo”, la Scuola Primaria “Alessandro Volta”, il Centro di Aggregazione Giovanile, la Parrocchia e l’Oratorio, la biblioteca comunale, i volontari di Corte Busca e le associazioni del paese, dando così concretezza ad un reale “welfare di comunità”. 

Tra gli sponsor del progetto che hanno donato un contributo e reso possibile la sua realizzazione ritroviamo: la Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus, Rete Riuse ed Elemaster. Mentre, tra gli sponsor che hanno preso parte alla progettualità tecnica del giardino sensoriale e delle sue attività, oltre che alla messa a punto dei vari elementi architettonici, troviamo DNPR Architetti e la cooperativa sociale Demetra.

RENATO FERRARIO

Presidente Cooperativa L'Arcobaleno

 

Il progetto cerca di racchiudere ciò che stiamo facendo con tutti i Centri Diurni presenti nella nostra zona ossia di coinvolgere non solo le persone anziane, ma tutte le generazioni, dai più piccoli ai più grandi. É un progetto che cerca di andare oltre le singole festività quali il Natale e che vuole legare quotidianamente le generazioni.

DON LORENZO

 

Io sono qua per “Benedire” cioè “dire bene”: per conto del signore che vuole proteggere questa realtà, ma anche per conto personale per dire bene di una realtà, struttura e presenza che è davvero un fiore all’occhiello.

ROSSELLA CRIPPA

Vice Presidente Elemaster

Il Giardino Sensoriale, nello scopo in cui è stato progettato, vuole essere una componente importante per tutta la comunità. Pertanto Elemaster ha deciso, come aveva fatto a suo tempo tramite la partecipazione come sponsor alla costruzione e all'iniziativa di Corte Busca, di partecipare alla progettazione di questo bellissimo giardino.

ERICA COLOMBO

Responsabile dell’area anziani della cooperativa l’arcobaleno

 

Un progetto che avevamo nel cuore da tanti anni. Abbiamo studiato diverse esperienze internazionali per poter proporre un giardino che avesse una valenza sia riabilitativa che intergenerazionale, e lo abbiamo contestualizzato in questo Centro che gestiamo dal 2010. 

DON LORENZO

 

Io sono qua per “Benedire” cioè “dire bene”: per conto del signore che vuole proteggere questa realtà, ma anche per conto personale per dire bene di una realtà, struttura e presenza che è davvero un fiore all’occhiello.

FRANCA COLOMBO

Consigliere Fondazione Comunitaria Lecchese

 

Le necessità in questo periodo, che tutti abbiamo vissuto con difficoltà, sono tante. Il Giardino in questo caso è un supporto al benessere sociale con la sua possibilità di vedere crescere, lavorare e vivere i colori. Certamente è stato e sarà un grande aiuto.

CRISTIAN RANCATI

Cooperativa Demetra  

La soddisfazione migliore sarà vedere le persone che metteranno le mani nella terra per poter gestire queste fioriere e farle durare nel corso degli anni.

CRISTINA CITTERIO

Sindaco di Lomagna  

 

Il centro diurno è una casa per gli ospiti, ma è una casa per tutti gli abitanti di Lomagna, una casa dove si costruiscono dei legami, che diventa “domestica” proprio nella misura in cui si creano dei legami e delle relazioni positive, di fiducia e di sostegno. 

L’opera simboleggia il desiderio di coesione sociale, che ci vede tutti uniti come amministratori, come ospiti, come cittadini e come operatori. 

GIOVANNI LUCCHINI

Presidente Consorzio Farsi Prossimo

Il progetto del Giardino Sensoriale e Intergenerazionale è stato premiato dall'iniziativa Rete RIUSE perché rispondeva ai valori del Consorzio, quali la presenza sul territorio, la risposta ad alcune fragilità e l'incontro tra generazioni, tra pubblico-privato, tra bisogni e competenze che possono rispondergli.

CHIARA PAGANO

Architetto dello studio DNPR architetti associati di lecco 

 

Abbiamo sentito cosa significa perdere la possibilità di stare con i nostri anziani: nonni, genitori, zii…Questo luogo è arrivato ad essere pronto quando abbiamo certo e chiaro che non può esserci questa separazione e che la città deve essere in grado di accogliere proprio in posti dedicati l’incontro tra le persone.

ELENA GIUNTA

Docente presso il Dipartimento di Design del Politecnico 

L’idea originaria dell’intervento è stata proprio quella di utilizzarlo come un punto di contatto, una "soglia pubblico-privato”, che potesse essere valorizzata in entrambi i sensi. Un affaccio dall’interno all’esterno per gli ospiti del Centro Diurno e un accesso, se vogliamo vedere dall’altro punto di vista, per i cittadini di Lomagna, che possono così entrare in contatto in una forma completamente diversa e senza connotazione con gli ospiti stessi.